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April 21, 2011 / Renna Pasquale

Discorso sul metodo

Cari concittadini,

mi è stato insegnato, nei lunghi anni della mia formazione, che il metodo è il discrimine tra un agire casuale ed un agire mirato.

Il metodo, secondo me, deve distinguere nettamente un candidato al consiglio comunale che si ispiri ai princìpi del senso civico e del bene comune ed un candidato che si ispiri ai princìpi, ahimè ben noti, dell’intrallazzo finalizzato.

Un consigliere comunale dovrebbe, a mio modesto avviso, far entrare, attraverso il suo sguardo, i cittadini all’interno della macchina amministrativa, con l’obiettivo di cercare soluzione ai problemi comuni della convivenza civile.

Dare conto ai cittadini durante assemblee pubbliche e frequenti dovrebbe essere doveroso.

Altrettanto doveroso dovrebbe essere dare conto del proprio operato, chiedere collaborazione ai cittadini nell’affrontare problemi di difficile soluzione, e, soprattutto, ascoltare le persone circa i problemi urgenti da affrontare.

Quanti amministratori sono pieni di spocchia perchè si ritengono superiori alla comune plebaglia!

Il loro atteggiamento non fa altro che creare divaricazioni spesso non più ricomponibili tra il mondo politico e quello sociale. Il risultato è una reciproca incomunicabilità, basata sulla doppia accusa per cui, da parte politica, vi sarebbe il disinteresse dei cittadini alle questioni pubbliche, mentre da parte dei cittadini vi sarebbe disillusione circa la possibilità di ottenere ascolto nella “stanza dei bottoni”, soprattutto se si ha uno scarso peso elettorale.

Il rimedio a tale situazione di stallo è uno ed uno solo: trattare i problemi e mettere da parte le competizioni e le rivalità basate sulla personalità.

I problemi reali mettono d’accordo tutti, perchè creano disagio ed urgono soluzioni condivise. Sui problemi reali della nostra cittadinanza è necessario ed urgente creare un tavolo di confronto tra consiglieri comunali e cittadinanza, in modo che i primi possano percepirsi come mandatari e la seconda possa avvertire la vicinanza del “palazzo” ai propri reali problemi (che poi è la ragione per cui si eleggono i rappresentanti del popolo, altrimenti in che democrazia siamo?).

Pasquale Renna

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