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April 26, 2011 / Renna Pasquale

Differenziare conviene

Cari concittadini,

mi concedo una importante pausa tra il primo e il secondo contributo sulla situazione territoriale di Noicàttaro e sul suo essere periferia di importanti realtà economiche, sociali e istituzionali, per pro-vocarvi alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Non solo potrebbe essere un’operazione conveniente sul piano economico, ma si tratta di un impegno rientrante nel patto con le generazioni future a cui vogliamo consegnare un ambiente sano e ricco non di risorse da utilizzare, ma di doni di Madre Natura da apprezzare.

La raccolta differenziata, infatti, risponde a due problemi legati all’aumento esponenziale della produzione di rifiuti: il consumo di materia prima (diminuito appunto grazie al riciclo) e la riduzione delle quantità destinate alle discariche e agli inceneritori.

Nel corso del 1997 il cambiamento del quadro istituzionale (D. Lgs.  n. 22 del 5 febbraio 1997, cosiddetto Decreto Ronchi) ha evidenziato la necessità di migliorare ed estendere le iniziative di raccolta differenziata dei rifiuti individuando precisi obiettivi da raggiungere, con un minimo del 45% nel 2008 e del 65% nel 2012. Seppur ancora largamente disatteso, il decreto Ronchi ci indica che la strada che in  futuro dovremo percorrere sarà necessariamente quella della raccolta differenziata.

Il Piano Regionale di gestione dei rifiuti, adottato con Decreto del Commissario Delegato per Emergenza ambientale in Puglia 9 dicembre 2005, n. 187, fissa le percentuali di raccolta differenziata della frazione organica  per il 2010 al 55%, per il 2011 al 57%

Ritengo, insomma, che sia fondamentale incrementare la raccolta differenziata ed estenderla anche a frazioni di rifiuti che attualmente nel nostro Comune non vengono differenziati: alluminio, oli vegetali, e soprattutto la frazione organica o il cosiddetto “umido”. Ognuno di noi può rendersi conto facilmente, osservando la produzione dei rifiuti domestici, che la gran parte di essi appartiene proprio alla categoria dell’umido: qualsiasi scarto di cucina, piante e fiori, piatti e bicchieri in bio-plastica, tovaglioli di carta usati, ceneri spente di caminetti. Se si differenziasse l’umido, oltre a carta, plastica, vetro, la quantità di rifiuti indifferenziati diminuirebbe notevolmente con un risparmio non solo di risorse, ma anche sui costi di smaltimento.

Prima di tutto, aumentando la quantità di rifiuto differenziato, diminuisce la quantità di quello indifferenziato conferito in discarica (il cosiddetto “secco”), sul quale il Comune paga l’Ecotassa. Dunque, diminuendo la quantità di secco, diminuirebbe l’Ecotassa.

In secondo luogo, il prezzo di conferimento dell’umido agli impianti di compostaggio è circa il 30% in meno rispetto a quello del conferimento del secco in discarica: dunque, diminuire l’indifferenziato aumentando, di contro, la percentuale di differenziata comporterebbe un notevole risparmio per il comune, non solo sull’Ecotassa, ma anche sul costo del conferimento in discarica. Questo risparmio potrebbe da una parte coprire l’eventuale incremento di costi per il potenziamento della differenziata, dall’altra potrebbe addirittura comportare una diminuzione della TARSU per i cittadini.

Proprio tra la cittadinanza raccogliamo una grande sensibilità nei confronti di questa tematica. Di certo ogni cambiamento, nella gestione dei rifiuti come in qualsiasi altro settore, va preceduto da una capillare informazione: bisogna iniziare spiegando in modo dettagliato ai cittadini come si fa la raccolta differenziata, attraverso pubbliche assemblee, opuscoli informativi e progetti diretti agli alunni delle scuole. Se in passato i tentativi di raccolta differenziata sono naufragati tristemente, non è stato per una mancanza della popolazione nojana, ma molto probabilmente per una mancata opera di informazione.

Il bando della Regione Puglia, approvato con DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 28 dicembre 2010, n. 2989 e pubblicato sul BURP n.14 del 26/01/2011 in scadenza il 28 aprile p.v., finanzia interventi  per il potenziamento dei servizi di raccolta nei comuni attraverso l’introduzione di metodi innovativi di raccolta differenziata “integrata”.

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