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April 30, 2011 / Renna Pasquale

Noicàttaro centro agricolo deve ripensare e rilanciare la propria Campagna

Cari concittadini,

Noicàttaro, come sappiamo, vive il doppio status di Periferia sia di Bari sia  della Città dell’Uva (estesa lungo il territorio di Mola di Bari, Triggiano, Noicàttaro, Rutigliano, Capurso).

In quanto periferia della Città dell’Uva, di cui ospita insigni esponenti sia produttori sia esportatori, Noicàttaro gode di benessere economico e soffre delle conseguenze di una politica economica colonialista. Tramite il circuito produzione-esportazione, infatti, i proventi dell’Uva finiscono in parte all’estero e in parte nei conti bancari di produttori ed esportatori locali. Questi ultimi sono da encomiare perchè, in tempi di crisi, sono riusciti con grande sforzo a mantenere in piedi il sistema economico agricolo, ma il problema di fondo resta: come è possibile che la Città dell’Uva abbia ricadute sul benessere pubblico di Noicàttaro?

Il fatto di offrire manodopera bracciantile, che dà lavoro a molte persone nell’abitato, non deve illudere circa la possibilità che il benessere della Città dell’Uva ricada sul paese-periferia. Il benessere ha prevalentemente ricadute di carattere privato. Perchè ci siano ricadute “pubbliche” è necessario che la Città dell’Uva, tramite il Commercio, raggiunga direttamente i cittadini. Se pare utopico che la Campagna nojana sia abitabile dai turisti finchè non sarà implementata l’Agricoltura Biologica, è invece realistico pensare e volere, da parte dell’amministrazione pubblica, che i prodotti della terra nojana raggiungano i consumatori in modo diretto e creativo.

Sarebbe possibile, a tal proposito, che l’Amministrazione Comunale implementi nel Centro Storico dei punti-vendita dei prodotti dell’Agricoltura e della Gastronomia locale, opportunamente rielaborati e presentati al pubblico con una sapiente strategia di marketing? E’ un problema che l’Amministratore dovrebbe porsi. E’ risaputo, infatti, che un centro abitato cresce nella misura in cui cresce il suo volume commerciale, altrimenti resta così con’è. Il degrado del Centro Storico è dovuto non al fatto di essere una “bomboniera rotta”, ma al fatto di essere stato escluso dai traffici importanti dell’Abitato. Tale “politica dell’esclusione”, che è stata dovuta non alle Amministrazioni, ma a scelte dei singoli cittadini, non opportunamente frenate dalle amministrazioni, può essere invertita?

Di questo ci occuperemo nei prossimi post.

Pasquale Renna

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