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May 9, 2011 / Renna Pasquale

I giovani, la partecipazione e la politica

Cari concittadini,

come abbiamo ormai appurato, il nostro paese è dominato da una casta di adulti-anziani (età media: 60 anni circa) che detta legge utilizzando la Cosa Pubblica a fini privati.

Questa situazione è un destino? No. Essa può essere modificata a patto che si modifichi lo stile del rapporto tra Amministratore e Cittadino. Mi spiego.

Finora il rapporto tra Cittadino e Amministratore si è sviluppato solo all’interno della campagna elettorale, durante la quale ciascun candidato esprime intenti retorici, forse anche agganciati alla realtà, ma per lo più disattesi durante lo svolgimento della ordinaria amministrazione che inizia dopo la campagna elettorale.

Dopo la campagna elettorale, e per la precisione durante il quinquennio dell’Amministrazione, hanno accesso ai Consiglieri e al Sindaco i gruppi di interesse economico, come i Mattonari, gli Imprenditori ed i Professionisti a vario titolo (ivi compresi i Sindacalisti), i quali, tutti muniti di clientele che conferiscono loro potere contrattuale durante qualsiasi campagna elettorale, propongono o impongono i loro orientamenti e le loro decisioni.

Ciò significa utilizzare la Cosa Pubblica a Fini privati. Ciò non è corretto.

Non a caso, da tale congegno sono esclusi i Giovani, i Bambini e gli Immigrati, che sono categorie invisibili in quanto non portatori di Clientela.

E’ possibile invertire tale tendenza?

Certo, a patto che i Giovani decidano di fare gruppo a sè e di imporre i loro candidati. Non solo: la forza numerica dei giovani può benissimo dettare l’Agenda dell’Amministrazione. Il problema è: i giovani sono coscienti della loro forza?

Credo proprio di no.

Perchè cambino le cose, è necessario sostituire la Politica della Clientela con la Politica della Partecipazione. Non solo i Giovani devono costituirsi in Gruppo di Interesse e fare squadra a sè, ma devono cambiare stile nell’amministrazione, proponendo la Partecipazione contro l’attuale stile della Cricca.

Come funziona la Cricca lo abbiamo spiegato sopra.

Come funziona, invece, la Partecipazione? Semplice: dopo aver scelto un candidato/una candidata che diviene Consigliere comunale, si concorda con lui/lei un’agenda mensile o al massimo bimestrale di impegni.

Durante un Incontro Pubblico in Biblioteca il Consigliere di riferimento spiega quanto fatto e chiede conto di quanto vi è da fare, recependo le esigenze e portandole in Consiglio comunale.

Solo così è possibile spezzare lo stile della Cricca oggi imperante e promuovere lo stile della Partecipazione.

Sarà possibile un tale modo di fare politica a Noicàttaro? Io credo che solo i Giovani potranno favorire tale auspicabile sviluppo, perchè non sono portatori di Interessi al pari degli Adulti.

Spero vivamente che,  chiunque venga eletto, il prossimo Consiglio Comunale sia composto da molti Giovani che abbiano in Agenda le tematiche della Qualità della vita, promosse con lo stile della Partecipazione.

Coraggio, Noicàttaro!

Pasquale Renna

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